I CMS (Content Management Systems) più comuni per i siti web

Costruire un sito web utilizzando esclusivamente HTML non è più una soluzione ottimale al giorno d’oggi. Caratteristiche come account utenti, la possibilità di acquistare online, sistemi di Bulletin Board e blog non possono essere realizzati senza utilizzare un linguaggio di programmazione web, come PHP o ASP e l’integrazione con un database MySQL o MsSQL.

Per quanto si possa optare per una programmazione manuale di un sito web con i linguaggi web menzionati, il tempo richiesto per la realizzazione non è esattamente breve, richiedendo tempi di progettazione concettuale piuttosto elevati per avere un sito web che sia performante e sicuro.

Per questo, esistono software pre-programmati utilizzabili da chiunque che possono ridurre il tempo di realizzazione di un sito web, e che permettono una gestione del proprio contenuto in maniera ottimale e soprattutto adatta alle proprie esigenze. Tali software sono definiti Content Management Systems (CMS). In questo articolo andremo a vedere quali sono quelli più comuni e a quali scopi si adattano.

WordPress

WordPress è un CMS responsive (ovvero adattabile a qualsiasi tipo di schermo automaticamente) scritto per operare come una piattaforma di blogging, permettendo un facile inserimento di articoli nel proprio sito web e permettendo a chiunque di commentare ad ognuno di essi.

Sebbene WordPress sia nato con questo scopo, la sua versatilità gli permette di essere usato come strumento all-purpose, ovvero adattabile a qualsiasi esigenza.

WordPress possiede infatti un sistema per la creazione di pagine web statiche, che lo rendono adattabile alla realizzazione di un semplice sito vetrina o di un sito informativo.

Inoltre, WordPress, essendo probabilmente il  CMS più documentato e supportato al mondo, ha a disposizione una miriade di plug-ins (pezzi di software aggiuntivi installabili), molto spesso gratuiti, che gli permettono di adattarsi ad ulteriori scopi. WooCommerce, ad esempio, permette di trasformare il proprio sito web in un vero e proprio e-commerce, mentre BBPress permette l’aggiunta di una Bulletin Board al proprio sito web, senza ricorrere a CMS aggiuntivi dedicati solo a tale scopo.

A livello estetico, WordPress è estremamente versatile, grazie alla presenza di decine di migliaia di temi installabili, e la presenza di plug-in per la composizione visuale di pagine rende il tutto ancora più appetibile per la realizzazione di siti web.

Uno dei punti deboli di WordPress è la performance: la vasta presenza di plug-in va ad inficiare sulle prestazioni a livello di queries eseguite sul database, allungando i tempi di caricamento delle pagine se si dovessero installare troppi plug-in. Uno dei casi più frequenti è proprio l’utilizzo di WooCommerce, il quale rallenta il sito web nel caso in cui troppi prodotti vengano aggiunti nel database.

Inoltre WordPress, essendo la piattaforma più comune per realizzare siti web, è anche quella più a rischio da parte di attacchi hacker. E’ dunque consigliabile installare solo plug-ins sicuri e tenerli sempre aggiornati alle ultime versioni per minimizzare i rischi.

In ogni caso, WordPress resta la soluzione più semplice per realizzare siti web dinamici; basta solo mantenere un occhio di riguardo verso l’installazione dei vari plug-in, e il risultato è garantito.

Prestashop

Prestashop è probabilmente il CMS più popolare per i siti esclusivamente e-commerce.

Il front-end è responsive (quindi si adatta facilmente a ogni tipo di schermo), mentre la back-end del sito è user-friendly, quindi risulta estremamente facile navigare all’interno di essa per l’aggiunta di prodotti, evasione ordini e installazione moduli aggiuntivi.

Essendo un CMS dedicato esclusivamente all’e-commerce, risulta notevolmente prestante per tale scopo, permettendo l’aggiunta di centinaia di prodotti senza causare rallentamenti sui caricamenti delle pagine stesse.

Punti a sfavore di Prestashop sono la difficile personalizzazione grafica del sito stesso. Infatti il CMS, di base, non possiede opzioni a livello di interfaccia utente per la modifica estetica del sito, richiedendo molto spesso azione diretta sui file template delle pagine e dei fogli di stile CSS utilizzando un editor di testo.

Questo problema può essere aggirato tramite l’installazione di moduli, a pagamento, come Apollo Page Builder, che rendono la personalizzazione più accessibile, almeno a livello di composizione del layout delle pagine (homepage, pagine di categoria, pagine di prodotto). Il problema è che il 99% di tali moduli sono tutti a pagamento, con prezzi mai inferiori ai 30 euro.

Se però si è disposti a spendere per la realizzazione di un ottimo e-commerce, Prestashop saprà soddisfare le vostre esigenze a pieno.

Joomla!

Joomla! è un CMS dedito alla realizzazione di siti web. Come WordPress, è molto versatile, essendo possibile utilizzarlo per molteplici scopi, sia per la realizzazione di siti vetrina che per la realizzazione di blog e bulletin boards, è responsive (facilmente adattabile a qualsiasi tipo di schermo) e presenta diverse opzioni per la personalizzazione, grazie a una community molto attiva.

Caratteristica fondamentale di Joomla! è la presenza nativa di Hreflang, che permette la realizzazione di un sito web multilingue senza l’aggiunta di plug-in esterni, come è invece necessario fare con WordPress.

Un grande punto di forza di Joomla! è l’ottima implementazione delle caratteristiche SEO per l’indicizzazione del proprio sito web.

La sua base di programmazione è molto sicura, e questo lo rende meno attaccabile da parte di hacker; ciò non significa che il rischio sia completamente assente, quindi è bene tenere il proprio software sempre aggiornato, compresi tutti i plug-in installati.

Nonostante non sia tanto facile da usare quanto WordPress, Joomla! rimane una valida alternativa per realizzare un sito web in maniera piuttosto rapida.

Concludendo

Ci sono molti altri CMS realizzati per tutti questi scopi, anche molto popolari, come Drupal e Magento, ma risultano veramente complessi da installare e configurare, richiedendo molto spesso abilità di programmazione vere e proprie da integrare nel software. Ciononostante, il loro utilizzo non è sconsigliato, dato il loro altissimo livello di prestazioni e sicurezza web; inoltre la gestione e la realizzazione di siti web usando questi software richiede un budget notevolmente più elevato rispetto alle soluzioni più comuni sopracitate, sia a livello di server che a livello di tempo di sviluppo dei siti stessi.

Restate sintonizzati per avere ulteriori aggiornamenti sulle ultime news dal web!

Quali sono i migliori servizi di hosting online in Italia

Nell’articolo precedente abbiamo parlato delle varie tipologie di hosting online.

Ora affronteremo il tema dei servizi di hosting online presenti in Italia: sul nostro territorio ce ne sono diversi, e insieme ne vedremo i punti di forza e gli svantaggi.

Aruba

Aruba è probabilmente il servizio di hosting più popolare in Italia. Esso fornisce servizi di acquisto dominio, hosting condiviso, hosting dedicato, cloud computing e servizi PEC a prezzi molto accessibili.

E’ possibile acquistare un dominio a partire da 1€ l’anno, un prezzo molto minore rispetto alla concorrenza.

I servizi di hosting condiviso partono da 12€ l’anno a seconda della configurazione scelta, e quelli di server dedicato partono dai 20€ al mese. Tali prezzi, molto più bassi rispetto alla concorrenza, risultano molto vantaggiosi per chiunque voglia mettere il proprio sito web online senza spendere tanto.

Uno degli svantaggi di Aruba è la performance dei siti web: rispetto alla concorrenza, gli hosting condivisi Aruba non beneficiano dell’utilizzo di unità di archiviazione a stato solido, minando quindi la velocità di caricamento dei siti web.

Per i server dedicati sono presenti alcune configurazioni basate su SSD, ma molto spesso l’architettura hardware del server funge da bottleneck per le prestazioni complessive.

I servizi PEC invece sono un vantaggio su Aruba, dato che per pochi euro l’anno è possibile avere una casella di posta certificata per la vostra attività.

Vantaggi di Aruba:

  • Prezzi convenienti per tutti i tipi di servizi

Svantaggi di Aruba:

  • Prestazioni dei siti non all’altezza della concorrenza

Netsons

Netsons è un servizio di hosting altamente professionale, che permette l’acquisto di domini, di hosting condivisi, cloud computing e server dedicati.

Uno dei maggiori vantaggi di Netsons è la disponibilità di unità a stato solido (SSD) anche per l’hosting condiviso, che incrementa notevolmente le prestazioni di qualsiasi sito web anche per le soluzioni più economiche.

Naturalmente questo comporta un prezzo per l’hosting più elevato, ma non necessariamente sovraprezzato.

Per i pacchetti hosting su hard disk magnetici, il prezzo parte dai 25€ l’anno, mentre per quelli su SSD parte dai 30€ l’anno.

Le configurazioni per i server dedicati partono dai 60€ al mese, ovvero il triplo rispetto ad Aruba, ma le configurazioni hardware sono notevolmente migliori.

Uno degli svantaggi di Netsons è l’assenza di VPS con funzionalità da server dedicato.

Anche Netsons fornisce servizi PEC, ma sono più costosi rispetto alla controparte di Aruba.

Inoltre, Netsons non presenta la possibilità di hosting su Windows Server.

Vantaggi di Netsons:

  • Hosting su SSD anche per i pacchetti condivisi
  • Prezzi abbastanza vantaggiosi

Svantaggi di Netsons:

  • Domini più costosi rispetto ad Aruba
  • Assenza di VPS con funzionalità di server dedicato
  • Servizi PEC più costosi rispetto ad Aruba
  • Assenza di hosting Windows Server

Serverplan

Serverplan è forse il miglior servizio di hosting presente sul territorio italiano.

Esso fornisce tutti i tipi di servizi hosting, da condiviso a dedicato e VPS, sia su Linux che su Windows, e include la possibilità di acquistare domini.

Ogni pacchetto hosting utilizza unità a stato solido (SSD), garantendo prestazioni elevatissime per tutti i siti web.

Il servizio clienti di Serverplan, inoltre, è estremamente efficiente e cortese, e risponderà a tutte le vostre domande in tempi brevissimi.

L’unico svantaggio di Serverplan è il costo dei piani di hosting, che, nonostante siano simili a Netsons, per lo stesso prezzo di quest’ultimo verranno fornite configurazioni meno vantaggiose, per cui si è costretti a pagare di più per avere configurazioni che siano di più alto livello. Basti pensare che il pacchetto base hosting condiviso di Linux da 24€ l’anno ha solo 2GB di spazio su SSD, rispetto ai 10GB su SSD di Netsons.

Anche Serverplan fornisce servizi PEC, ma come per Netsons, sono più costosi di quelli Aruba, partendo dai 10€ all’anno.

Vantaggi di Serverplan:

  • Tutti i tipi di configurazione di hosting disponibili
  • Alte prestazioni su SSD
  • Ottimo servizio clienti

Svantaggi di Serverplan:

  • Costi piuttosto elevati per tutti i servizi

Concludendo

In Italia sono presenti molti altri servizi di hosting che non ho menzionato, e in generale la scelta spetta all’acquirente in base alle proprie necessità.

Se non si ha intenzione di spendere molto, Aruba è la scelta migliore.

Se invece si punta a servizi di hosting più performanti, allora la scelta è tra Netsons e Serverplan, la cui unica discriminante di scelta è tra i costi e le caratteristiche fornite nei pacchetti.

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GDPR: cos’è e come mettere in regola il proprio sito web

Il 25 maggio 2018 è ufficialmente entrato in vigore il regolamento europeo (UE) 2016/679 (GDPR). Esso riguarda il trattamento dei dati personali e la privacy.

Il nuovo regolamento europeo mira a rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali di tutti i cittadini dell’Unione Europea e i residenti nella UE.

Il principale obiettivo del GDPR è quello di permettere ai cittadini europei di avere i propri dati sotto controllo, per evitare che vengano diffusi a enti di varia natura senza il loro consenso.

Naturalmente, la raccolta dei dati personali si applica a qualsiasi settore nel quale vengano raccolti dati sensibili. Questo include il Web.

Ogni sito web raccoglie dati dai visitatori, sia esso in forma di cookie che con altri mezzi (come ad esempio un’iscrizione ad una newsletter).

I dati raccolti sono dati sensibili, perché possono contenere nome e cognome, data di nascita, codice fiscale, indirizzo di residenza, e molto altro.

Se tali dati dovessero essere comunicati a terzi senza il consenso diretto dell’utente, si correrebbe il rischio di essere sanzionati direttamente dal parlamento europeo, con multe che variano dal 4% del fatturato interno della società fino a un massimo di 20.000.000€.

Come fare quindi per mettere in regola il proprio sito web?

Regolamentare ogni form di inserimento dati sul proprio sito web

Può sembrare un’operazione banale, ma essa deve essere eseguita in maniera meticolosa.

Ogni form di inserimento dati deve essere seguita da una spunta cliccabile dall’utente, in cui esso può decidere o meno di dare il consenso al trattamento dei dati personali secondo il regolamento.

Nel caso in cui l’utente decida di non acconsentire al trattamento dei dati, egli non potrà compilare il form di inserimento dati.

Preparare un testo per l’informativa sulla privacy e sul tracciamento dei cookie

L’operazione più importante da eseguire sul vostro sito web è quella di preparare una pagina che contenga le modalità di trattamento dei dati dell’utente: come vengono usati i dati, per quanto tempo vengono conservati, e il diritto dell’utente di richiedere i dati raccolti in qualunque momento.

La stessa cosa vale per l’informativa sui cookie: dato che i browser internet raccolgono dati tramite i cookies, è necessario rendere consapevole l’utente della raccolta di alcuni dei loro dati tramite di essi.

Siti web come http://www.iubenda.com possono aiutare nel compilare un’informativa sulla privacy e sui cookies.

Avere un banner popup al primo caricamento del sito

Informare l’utente immediatamente sul trattamento dei dati appena caricato il sito è buona norma da rispettare, dato che li rende consapevoli di come i dati personali possano essere trattati sul sito web.

Su tale popup è necessario avere il link all’URL della pagina della privacy policy GDPR, e due tasti che permettano all’utente di acconsentire o negare il trattamento dei dati personali.

Tali procedimenti sono ancora più importanti su siti e-commerce, dato che la quantità di dati sensibili raccolti sono tra i più svariati.

Noi a Dusty Lab ci teniamo a rendere ogni nostro sito web regolamentato alla perfezione.

Seguiteci per avere tutti gli ultimi aggiornamenti.

Le varie tipologie di hosting online per i siti web

Avete intenzione di realizzare un sito web, sia esso un blog, un sito informativo, o un e-commerce, ma non sapete quale hosting scegliere. In questo articolo verranno illustrate le diverse tipologie di hosting online per i siti web.

 

Con hosting si intende la piattaforma dove i siti web sono collocati. Tale piattaforma è definita “server”.

Un server è un computer costruito specificamente per le applicazioni web. Esso possiede un processore centrale, una memoria centrale, un processore video, e uno spazio di archiviazione.

 

Ma chi mette a disposizione questi computer, e in che modo?

 

Le aziende che hanno tale scopo sono chiamate “servizi di hosting”, e hanno a disposizione migliaia di server per soddisfare le esigenze dei clienti.

Tipicamente, tali servizi di hosting offrono diverse scelte di acquisto di uno spazio web: vediamo insieme quali sono.

 

Shared hosting (hosting online condiviso)

 

L’hosting online condiviso è solitamente il più economico, e la motivazione è molto semplice: infatti, con hosting condiviso, si intende che lo spazio web che si va ad acquistare è condiviso con altri clienti sullo stesso server. Per fare un’analogia, è come vivere in un appartamento insieme ad altre persone, e pagare tutti insieme l’affitto.

 

Per quanto un hosting condiviso sia più economico, esso non consente accesso diretto al sistema operativo del server, e non rende possibile installare alcuni applicativi specifici.

Viene fornito, però, un accesso al CPanel (il pannello di controllo tipico dei server condivisi), in cui si possono gestire gli account e-mail associati al dominio, gestire gli account per l’accesso via FTP (File Transfer Protocol), accesso ai database e attivazione di protocolli SSL. Un hosting di questo tipo viene tipicamente utilizzato per siti web con CMS (Content Management System, ovvero piattaforme scritte in un linguaggio di programmazione web che consentono la gestione dei contenuti in maniera procedurale e facilitata) molto comuni (come ad esempio WordPress, Joomla!, Drupal, Prestashop, Magento, e tanti altri).

 

Se il vostro scopo è quello, invece, di utilizzare applicativi web più particolari, che richiedono una configurazione più avanzata, continuate a leggere.

 

Dedicated hosting (hosting online dedicato)

 

Questo tipo di hosting online è molto più oneroso, ma fornisce all’acquirente un server individuale, con piene capacità di gestione. Vi sono 2 tipi di hosting dedicato:

 

  • Il dedicato standard fornisce un server con un sistema operativo che gira in maniera nativa, garantendo quindi delle prestazioni elevate, in base alle specifiche hardware.
  • VPS (Virtual Private Server): al cliente che acquista un tale pacchetto viene fornita una macchina virtuale presente su un server, sul quale sono presenti altre macchine virtuali. Sostanzialmente, quindi, è molto simile al pacchetto di hosting condiviso, ma con i vantaggi di un server dedicato. Ma la sua natura di macchina virtuale mina le prestazioni, e quindi risulterà essere meno performante di un hosting dedicato diretto.

 

Un hosting dedicato, sia esso diretto che VPS, ha un proprio indirizzo IP, tramite il quale si può accedere al pannello di controllo Plesk, che permetterà all’utente di avere pieno accesso alle funzionalità del server.

Tipicamente un server dedicato è necessario per installare applicativi per e-commerce più complessi, come ad esempio Spree o BigCommerce (quest’ultimo è a pagamento).

 

I sistemi operativi dei server

 

Così come sono presenti diversi sistemi operativi che possono essere installati sui nostri computer, anche i server sono forniti di diversi sistemi operativi.

Sia acquistando un hosting online condiviso che dedicato, è possibile scegliere tra diversi sistemi operativi.

 

Il più utilizzato negli ambienti di hosting condiviso è Linux, un sistema operativo UNIX-like che utilizza il linguaggio di programmazione PHP. I CMS più comuni, già menzionati sopra, sono sviluppati con questo linguaggio.

Linux è ovviamente utilizzato anche su hosting dedicati e VPS, generalmente sotto forma di distribuzioni, come ad esempio Ubuntu, Fedora, Slackware e tante altre.

 

L’alternativa più comune a Linux è l’hosting su Windows Server, sistema operativo sviluppato da Microsoft, derivante da Windows, e scritto specificamente per gli applicativi web. Il linguaggio di programmazione principale non è PHP, bensì ASP (Active Server Pages), ed è utilizzato per specifici applicativi web, o per coloro che vogliono sviluppare un sito web senza basarsi su applicativi pre-esistenti. Generalmente, i CMS scritti in ASP non sono molto comuni, e per una gestione del proprio sito web più mainstream, è sempre consigliabile utilizzare un ambiente Linux con PHP.

Così come per Linux, Windows Server è disponibile su hosting online condivisi, dedicati e VPS.

 

Il costo

 

Abbiamo accennato al fatto che gli hosting condivisi sono molto più economici di quelli dedicati, ma di quanto?

Tipicamente, un hosting online condiviso costa circa 200 euro l’anno, quindi il pagamento per tale soluzione viene effettuato ogni 12 mesi. Per quelli dedicati, invece, il pagamento è da effettuare mensilmente, con costi che vanno dai 20 euro fino anche ai 300 euro e oltre al mese (in base alla configurazione hardware scelta al momento dell’acquisto).

Di conseguenza, bisogna scegliere bene cosa acquistare, e capire bene qual è lo scopo del vostro sito web, e quali funzionalità volete che abbia.

 

 

Nei prossimi articoli, Dusty Lab vi informerà sui migliori servizi di hosting disponibili sul territorio italiano e, soprattutto, quali sono le migliori configurazioni hardware da scegliere.

L’importanza del Technical SEO nel Web Design

Cos’è il Technical SEO?

Costruire un sito web è un’arte che richiede la massima dedizione: la “user experience” è il fattore più importante per avere un sito web di successo; questo include strutturare un layout intuitivo e avere una veste grafica attinente alla propria attività. Ma questo non basta per raggiungere visibilità massima sul web: una rete mondiale che racchiude milioni e milioni di siti web di svariate tipologie: dai siti informativi, i blog agli e-commerce. Ciò che quindi è necessario operare per avere il giusto afflusso di utenti è l’ottimizzazione sui motori di ricerca, e Dusty Lab si occupa di tutto ciò in maniera ineccepibile. Questa branca del web design è definita SEO (Search Engine Optimization).

 

In questo articolo verrà spiegata l’importanza del Technical SEO.

 

Il Technical SEO è una sottobranca del SEO che si concentra sull’ottimizzazione tecnica del sito.

Ci sono svariati punti da tenere in considerazione quando si mette in pratica quest’attività:

 

Responsiveness

 

Internet è ormai accessibile da un’enorme quantità di dispositivi informatici: dai computer ai tablet e agli smartphone. Ognuno di questi dispositivi ha i propri internet browsers e le proprie dimensioni dello schermo, che influenzano direttamente la risoluzione dello stesso.

 

Per fare in modo che la “user experience” sia valida per qualunque dispositivo, bisogna pensare ad adattare il layout e la veste grafica del sito per tutti i dispositivi: questo include il riposizionamento degli elementi su schermo e il loro ridimensionamento in base al tipo di risoluzione dei dispositivi. I motori di ricerca tengono molto a questi fattori, e scelte errate nella responsiveness causeranno penalizzazioni nel posizionamento globale del sito.

Diversi CMS, come ad esempio WordPress, Prestashop, Joomla!, possiedono già strumenti per la progettazione responsive. Sta al Web Designer decidere come utilizzarli al meglio delle proprie potenzialità.

 

Dare supporto ai crawler dei motori di ricerca

 

Nella struttura del sito sono necessari diversi file che aiutano i crawler nella navigazione e nell’indicizzazione dell’intero sito. L’assenza di tali file è un fattore penalizzante nel posizionamento.

 

Compressione contenuti

 

Avere il proprio contenuto (immagini, video, file audio, ecc…) compressi, senza perderne la qualità, aiuta notevolmente nella velocità di caricamento del sito web. Statisticamente, circa l’80% delle connessioni internet mobile sono su rete HSDPA (3G), che risultano essere piuttosto lente, soprattutto in posti con una copertura non ideale. La compressione dei contenuti, dunque, è un fattore determinante nella velocità di caricamento del sito attraverso tale tipologia di rete.

 

Scelta corretta dello spazio web

 

E’ opportuno scegliere il giusto spazio web, che si adatti ai propri bisogni: se la piattaforma utilizzata per il sito web richiede parecchia elaborazione dal lato server, è necessario scegliere un hosting plan piuttosto performante, pena dei tempi di caricamento piuttosto lunghi, anche da rete fissa. Questo è un fattore penalizzante nel posizionamento.

A tal proposito, ci sono diversi servizi in Italia che forniscono un ottimo livello prestazionale, come Netsons e Serverplan, e la scelta dipende esclusivamente dalle caratteristiche fornite da ognuno di questi.

 

Sicurezza Web tramite protocolli SSL

 

La sicurezza web è un fattore importantissimo per un sito web, soprattutto per quei siti che raccolgono dati degli utenti per la creazione di account e per acquisti online: avere i protocolli SSL attivati sul proprio sito garantisce la cifratura dei dati totale, permettendo quindi di eseguire operazioni con dati sensibili in tutta tranquillità; inoltre, garantisce un migliore posizionamento sui motori di ricerca.

 

Concludendo…

 

Questi sono solo alcuni dei punti che riguardano il Technical SEO: l’ottimizzazione sotto questo punto di vista è da non trascurare, e permetterà al vostro sito di avere un trampolino di lancio migliore per la crescita della vostra attività e visibilità sul Web.

La differenza tra Social Media e Social Network

“Social Media e Social Network”

Due termini abbondantemente usati oggi giorno.

In questo piccolo articolo cercheremo di capire quali sono le differenze tra i due.

Social Media e Social network: Due mondi completamente diversi.

Social-Media-Network

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I social media sono quelle applicazioni  o strumenti che permettono lo scambio e la creazione di contenuti degli utenti.

Media (da “medium”, che in latino significa “mezzo, strumento”)

Social network, invece, è un concetto semplice e usato per descrivere le relazioni tra individui, gruppi e organizzazioni;

Network (che in Italiano significa “rete”) rappresentano un reticolo/insieme di persone unite tra loro da interessi di varia natura, che decidono di costruire una community..

I primi (Social Media) in parole povere sono delle applicazioni tipo Facebook; i secondi sono un gruppo sociale (coloro che ne usufruiscono).

Le differenze radicali quindi sono:

Il social media è un veicolo per condividere le informazioni. (Mezzo di comunicazione).

I social network, paradossalmente esistevano molto prima dell’era digitale! il concetto stesso di “rete sociale” esiste da moltissimo tempo; come gruppi fisici, basti pensare alle comunità religiose, alle confraternite, insomma persone unite da molteplici interessi che condividono e creano contenuti.

Oggi volta che si parla di “social network” si pensa immediatamente al web 2.0, in realtà è un concetto molto più arcaico. Spesso si leggono espressioni tipo “utilizzo dei social network” e, alla luce di quanto abbiamo letto in questo articolo, è sbagliato; (le cose si possono usare), ma non di certo i network, che, in quanto tali, sono ambienti da vivere e di cui farne parte, non semplicemente esserci.

ARMANDO TESTA – Padre della pubblicità

ARMANDO TESTA – Padre della pubblicità

Nato a Torino nel 1917, Armando Testa frequenta la Scuola Tipografica Vigliardi Paravia dove Ezio D’Errico, pittore astratto, gli fa conoscere l’arte contemporanea, a cui guarderà sempre con grande interesse.

Nel 1937, a vent’anni, Armando Testa, vince il suo primo concorso per la realizzazione di un manifesto, un disegno geometrico ideato per la casa di colori tipografici ICI.

Dopo la guerra lavora per importanti case come Martini & Rossi, Carpano, Borsalino e Pirelli. Lavora anche come illustratore per l’editoria e crea un piccolo studio di grafica.

Nel 1956 nasce lo Studio Testa dedicato alla pubblicità non solo grafica ma anche televisiva. Alcune delle aziende che si servono dello Studio Testa diventano ben presto leader di settore: Lavazza, Sasso, Carpano, Simmenthal, Lines. Vince nel 1958 un concorso nazionale per il manifesto ufficiale delle Olimpiadi di Roma del 1960. Rifiutata in un secondo tempo l’immagine proposta da Testa e indetto un secondo concorso nel 1959, vince anche questo.

Nascono poi, fra gli anni Cinquanta e i Settanta, immagini e animazioni filmate per la televisione che sono rimaste nella storia della pubblicità, legati a slogan entrati nel linguaggio comune: il gioco grafico fra bianco/nero e positivo/negativo per il digestivo Antonetto (1960); le perfette geometrie della sfera sospesa sulla mezza sfera per l’aperitivo Punt e Mes, che in dialetto piemontese significa appunto “un punto e mezzo” (1960); i pupazzi conici di Caballero e Carmencita per il caffè Paulista di Lavazza (1965); gli sferici abitanti del pianeta Papalla per Philco (1966); Pippo l’ippopotamo azzurro per i pannolini Lines (1966-67); e poi l’attore Mimmo Craig alle prese con gli incubi dell’obesità, su musiche di Grieg, per l’olio Sasso (1968); l’avvenente bionda Solvi Stubig per la Birra Peroni (1968).

Come primo riconoscimento istituzionale del suo lavoro, è invitato a tenere la cattedra di Disegno e Composizione della Stampa presso il Politecnico di Torino dal 1965 al 1971. Nel 1968 riceve la Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione per il suo contributo all’Arte Visiva, mentre nel 1975 la Federazione Italiana Pubblicità gli tributa la Medaglia d’oro come riconoscimento per i successi conseguiti all’estero.

Nel 1978 lo Studio Testa diventa Armando Testa S.p.A. che negli anni seguenti apre le sedi di Milano e Roma e continua a siglare campagne pubblicitarie di grande successo. Dalla metà degli anni Ottanta Testa, oltre che nella pubblicità vera e propria, si impegna nell’ideazione di manifesti per eventi e istituzioni culturali e di impegno sociale, da Amnesty International alla Croce Rossa, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto al Teatro Regio di Torino.

Realizza anche i marchi che contrassegnano enti culturali come il Salone del Libro e il Festival Cinema Giovani di Torino, e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. La sua agenzia diventa la più grande fra quelle operanti in Italia in quel settore, con sedi nelle più importanti nazioni europee.

Si dedica ad una ricerca grafica e pittorica di libera creatività negli anni Ottanta e Novanta. La pubblicità viene ormai studiata come forma autonoma di espressione e comunicazione, e diverse istituzioni italiane e straniere dedicano a Testa mostre antologiche, che spesso comprendono la sua attività pittorica.

Vanno ricordati il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano nel 1984, la Mole Antonelliana di Torino nel 1985, il Parson School of Design Exhibition Center di New York nel 1987, il Circulo de Bellas Artes di Madrid nel 1989. Sempre nel 1989 diviene “Honor Laureate” presso la Colorado State University di Fort Collins.

Armando Testa muore a Torino il 20 marzo 1992, tre giorni prima di compiere settantacinque anni. Tra le mostre a lui dedicate dopo la sua scomparsa, le personali di Palazzo Strozzi a Firenze nel 1993, del Museo di Arte Contemporanea di Rivoli e Castel Sant’Elmo nel 2001 e all’Istituto Italiano di Cultura di Londra nel 2004. (fonte www.armandotesta.it)

Doppia esposizione – Trend nel graphic design 2018

Immagini a Doppia esposizione

Intervista al nostro Ceo&Founder Francesco Cinquegrana

Da ProntoPro Blog: 31 Gennaio 2017

Creatività e Comunicazione – Francesco Cinquegrana

Oggi abbiamo contattato Francesco Cinquegrana, che ci ha raccontato come la comunicazione vada abbinata ai giusti mezzi.

Comunicare…

è apparentemente l’attività più semplice per la quale l’essere umano è predisposto. Il cosa ed il come comunicare, attraverso quali strumenti, è cosa ben diversa. Tralasciando tutte le teorie sulla comunicazione, da Jacobson in poi, quest’attività si è trasformata, a volte evolvendo altre invece arretrando nella sua stessa scala evolutiva.

La quantità, e la qualità, di informazioni e la mole stessa degli strumenti a disposizione possono indurre ad una cattiva “comunicazione”. Poter comunicare e saper comunicare, sono facoltà che non sempre confluiscono nello stesso sentiero, sciupando anche la qualità dell’informazione che si intende trasmettere. Ed allora? Come orientarsi, dove andare ed in compagnia di chi?

La bussola è gentilmente offerta dagli esperti in comunicazione. Figure professionali con una visione, a 360 gradi, del settore in cui operano in grado di creare e veicolare non solo il prodotto ma, soprattutto il valore che lo stesso ha per il target a cui intende riferirsi.

Un mix di intenti da comunicare attraverso la fusione di esperienza e professionalità, nel campo della comunicazione visiva, della progettazione web, della redazione di contenuti utili alle strumentazioni utilizzate.

In sintesi è questo il lavoro che svolge “Dusty Lab” l’agenzia creativa fondata da Francesco Cinquegrana, giovane realtà di terra di lavoro, che della comunicazione, nel suo senso più ampio, ha fatto il suo liet motiv, avvalendosi di collaboratori qualificati.

Il sito web? Da una semplice idea di “click” all’ubiquità multimediale. Ecco cosa concede il web all’azienda che decide di fare il proprio ingresso nel mare del world wild web. Essere geograficamente ovunque e, per lo più, facilmente raggiungibili. Non esserci, vuol dire restare a riva senza la possibilità di essere visti o salvati!

Un logo? Non è una cosa semplice! Non siamo tutti grafici e non tutti i grafici sono creativi, o cosi creativi, da riuscire a trasportare in una semplice immagine il cuore del prodotto. Ma, soprattutto, che lo stesso possa essere compatibilmente e replicabile su oggetti e supporti che accompagneranno il processo di acquisizione di nuovi clienti o di fidelizzazione.

Ringraziamo Francesco Cinquegrana per l’intervista rilasciata.

Leonetto Cappiello – Le Curiosità di #DustyLab

Leonetto Cappiello, pubblicitario, illustratore e caricaturista italiano…

Leonetto Cappiello nel 1900 inizia la carriera di cartellonista professionista siglando un contratto con l’editore-stampatore Vercasson che si protrarrà per 16 anni.

È nel 1904, con il manifesto Chocolat Klaus, che si inaugura l’apporto innovativo all’arte dell’affiche. Il manifesto presenta un’amazzone con un lungo vestito verde, cavalcare un piccolo cavallo rosso fuoco.

Tra i due è evidente una voluta sproporzione antirealistica: Cappiello si allinea con questa scelta agli Espressionisti e ai Fauves. Lo sfondo è scuro, una scelta stilistica che caratterizzerà molta della produzione di Cappiello e che garantisce di far spiccare i colori brillanti dei soggetti. L’headline del manifesto è in un carattere bastone condensato, di un giallo caldo e brillante. Il punto di vista si abbassa e non è più ad altezza occhi: il gruppo cavallo-donna è ritratto leggermente dal basso. Questo espediente, tutt’oggi largamente in uso nella fotografia di moda, consente di slanciare la figura e contribuisce a renderla iconica e dominante e diventa presto un tratto distintivo di Cappiello.

Con l’affiche Chocolat Klaus Leonetto Cappiello rivoluziona i canoni della grafica pubblicitaria. Realizza infatti manifesti caratterizzati da personaggi che non hanno più attinenza diretta con il prodotto da pubblicizzare, ma creano un’immagine-marchio altamente riconoscibile. In funzione di una memorabilità dell’immagine pubblicitaria, di un primato dell’efficacia comunicativa, le ambizioni estetico decorative dei primi manifesti vengono scalzate da uno stile più diretto, basato su fondi uniti, colori timbrici, sintesi cromatica, figure in primo piano centrate nello spazio, il cui principale obiettivo è stupire ed essere ricordate dal pubblico: nasce il manifesto pubblicitario italiano moderno.

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